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R is for roulette abcs of death

R is for roulette abcs of death

Qui Tjahianto agisce da solo e genera un perverso gioiellino di sette minuti, Torture estremo e coerente, capace di una architettura solida e potenzialmente estendibile al medio-lungo metraggio. Sembra una scena di Hostel girata e prestata al cinema asiatico e si sente una potenza, una nausea, tipica dei no limits del far east. Il cadavere viene sgomberato e arriva un nuovo concorrente. M is for Miscarriage.

Ti West è uno scostante ma capace di ottimi colpi. Qui rappresenta la grande America e poteva far migliore figura da porta bandiera. Inqualificabile e imperdonabile atto di supponenza. N is for Nuptials. Altra star, miglior risultato. Qui mette il suo talento al servizio di una storia leggera ma ben sviluppata che ben si inserisce come sorbetto di metà scorpacciata. Visioni ricercate e sinuose, sonoro potente ed effetti da clip art non bastano a salvare un lavoro autoreferenziale e poco consistente. Il Bruno nazionale fallisce la prova medaglia per il nostro paese. P is for Pressure.

Storia di una puttana di mestiere che sogna di regalare una bicicletta alla figlia. Pugno allo stomaco. Si confrontano su come sviluppare una specie di snuff con protagonista una papera e finiscono per farsi fuori a vicenda. Pillola metacinematografica carina ma nulla più. R is for Removed. Il ragazzo è talentuoso, lo sappiamo, ma anche stavolta è inconcludente, ridondante, monco. Anche qui la tematica del media perverso viene ripresa e riprodotta come architrave di una spirale di estremizzazione ansiogena. Più un lungo breve che un corto lungo, forse necessitava maggiore spazio, in questa forma è assolutamente sacrificato e incompiuto.

S is for Speed. Quasi un lavoro di Rodriguez per scenario e montaggio. Non male. T is for Toilet. Vincitore del concorso interno proposto dai produttori, è un lavoro in claymation di straordianaria bellezza. Cinico, brillante, violentissimo. Uno dei lavori migliori fra i ventisei. U is for Unearthed. Ben Wheatley, altro inglese di razza, regala un POV vampiresco di ottima fattura. La prospettiva antagonista è una scelta geniale degna del miglior Carpenter. Storia sul senso della vita e della maternità, costoso ma nel complesso efficace.

W is for WTF! Jon Schnepp è un promettente director e designatore specialista in horror animation. Evidentemente il giovane americano con il corto ci da dentro di brutto e qui si mette a giocare fra surrealismo e parodia distruggendo logiche e catene concettuali classiche. Felliniano e azzeccato. Come sempre o quasi, Gens gioca la carta del dolore, del sangue disperato in cerca di una fuga dai tormenti della mente. Ne esce un corto cattivo, crudo, godibile nella sua immediatezza, ben rappresentato e ben recitato. Scelta della fotografia da encomio. Metafora anticapitalista da rivedere senza fretta. Ne emergono ovviamente squilibri e risultati alterni ma anche un retrogusto di fair play e di libertaria espressione di potenziali altrimenti destinati a eterna gavetta.

UK - Durata: Regia di: About stefano paiuzza Appassionato d'horror da tempi recenti ma affascinato dalla paura da sempre. Ama in particolar modo il cinema europeo ed extra hollywoodiano in genere. Sogna una carriera come critico cinematografico e nel frattempo si diletta tra letture specifiche e visioni trasversali. Lavora a stretto contatto con la follia o forse è la follia a lavorare su di lui. Se fosse un regista sarebbe Winding Refn, uno scrittore Philip Roth, un animale una tartaruga.

Ha pronto uno script per un corto ma non lo ha mai fatto leggere. Citazione preferita: Font size. Home Cinema. Ti è piaciuto questo articolo? Sector 7 - Un'occhiata ai mostri marini. La Bambola Assassina 4: La Sposa di Chucky. Facciamola Finita: L'Apocalisse vista dalle s L'Evocazione - Clip Esclusiva. Mi piace: E la qualità è decisamente superiore a quella del primo capitolo, già, a mio parere, molto buono. A fronte di un rinnovamento totale del parco registi, i due produttori mantengono inalterate le regole o meglio, la loro assenza del primo episodio: Non so a voi, ma se mi dessero una lettera e una manciata di minuti, io andrei nel panico. Non deve essere facile: Già per un regista navigato deve essere una cosa da sudori freddi.

Figuriamoci per i novellini. E di novellini, in questa antologia, ce ne sono tantissimi, molti più rispetto alla prima. Altri ancora ne hanno uno solo. Prima che me lo chiediate, la risposta è no. Ognuno avrà i suoi e quindi magari non vi frega niente e potete saltare dritti alle conclusioni. B is for Badger di Julian Barrat, è un esordio dietro la macchina da presa di un attore noto in ambito horror per la sua partecipazione a A Filed in England di Ben Wheatley.

Fulminante e divertentissimo. C is for Capital Punishment di Julian Gilbey ho adorato il suo A Lonely Place to Die è invece un brutale e doloroso apologo morale, con un finale che piacerà a tutti gli splatterofili. F is for Falling, di Aharon Keshales e Navot Papushado, passati da queste parti con lo splendido Big Bad Wolves, è perfettamente in linea con quanto fatto dai due registi nella loro carriera fino a questo momento e racconta di una paracadutista israeliana che rimane appesa a un albero con la sua imbragatura.

Intenso e feroce. È un piccolo capolavoro. K is for Knell, dei lituani Kristina Buozyte e Bruno Samper, si prende addirittura il lusso di procedere con lentezza. Elegantissimo, pieno di piccoli tocchi di raffinatezza e tremendamente angosciante. Realizzato, come da titolo, tutto in split screen, segue una telefonata tra marito e moglie, proprio mentre un individuo incappucciato si introduce in casa di lei con intenzioni poco amichevoli. Un home invasion perfetto in pochi minuti. E con un finale da brivido. Sable sta per entrare nella squadra dei miei eroi preferiti. W is for Wish , di Steven Kostanski, è una genialata.

Quante volte da bambini avete desiderato di far parte del mondo dei vostri giocattoli? Kostanski vi spiega come sarebbe se accadesse davvero. E ha forse la scena finale più potente e disturbante tra tutte. Concludo con una nota dolente: E pensare che aspettavo il loro segmento più di tutti gli altri. Per il resto, questo Abcs of Death ha una forza complessiva di gran lunga superiore rispetto al primo capitolo. Sono non è tra i i registi che hanno partecipato a questa antologia. I giapponesi coinvolti sono solo due. Poi molti dei coinvolti mi intrippano da morire. Mi è piaciuto di più forse proprio perché amo molti dei registi coinvolti. Che cazzo, dobbiamo essere coerenti!

The ABCs of Death 2 - Wikipedia

Titolo originale: The ABCs of Death Aharon Keshales "F is for Falling"; Steven Kostanski "W is for Wish"; Marvin Kren "R is for Roulette"; Juan Martínez Moreno . Horror Corn: L'abecedario della morte di The ABCs of Death 2 R is for Roulette , dove per protagonista c'è una roulette russa, oppure lo. R is for Roulette di Marvin Kren: una roulette russa tra una donna e due uomini chiusi in uno scantinato, consapevoli che prima o poi qualcuno verrà portato via . Salta al contenuto principale. CENTRO PRENOTAZIONI +39 | Lun - Ven: - Sab: Hai bisogno di aiuto? Home. Trattasi di ABCs of Death, horror composto da 26 cortometraggi (di pochi . R is for Roulette: leggermente meglio del precedente, nonché uno. The ABCs of Death 2 è un film horror del E' il sequel di The ABCs of Death del R is for Roulette (Roulette, diretto da Marvin Kren): Due uomini e una donna giocano alla roulette russa in una cantina di una casa, durante la partita. In questo, The Abcs of Death differisce in maniera anche profonda R is for Roulette, dell'austriaco Marvin Kren (lo abbiamo incrociato due.

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